La lettera inviata il 4 febbraio 2026 dal ministro della Salute ai vertici dell’AIFA ha riportato al centro dell’attenzione il tema della spesa farmaceutica e dei suoi equilibri programmatori. Il documento ministeriale richiama i dati del monitoraggio relativi ai primi nove mesi del 2025 e sollecita un approfondimento tecnico sulle cause dello scostamento e sulle possibili misure correttive.
Secondo le rilevazioni AIFA, la spesa complessiva ha raggiunto 18,42 miliardi di euro, con uno scostamento rispetto ai tetti programmati pari a 2,85 miliardi. La componente che evidenzia la maggiore criticità è quella degli acquisti diretti (farmaci ospedalieri e distribuzione per conto), che registra un disavanzo superiore a 3,3 miliardi di euro.
La spesa convenzionata presenta uno scostamento più contenuto, ma anch’essa inserito in un quadro di progressiva tensione strutturale.
Al di là del confronto istituzionale, il dato centrale è la crescente difficoltà del sistema a integrare l’innovazione terapeutica in un impianto di programmazione finanziaria definito in un contesto storico diverso da quello attuale.
Innovazione e sostenibilità
L’andamento della spesa si colloca in un quadro caratterizzato da dinamiche ormai consolidate:
- invecchiamento della popolazione e aumento delle cronicità;
- ampliamento delle indicazioni terapeutiche;
- introduzione di farmaci ad alto impatto economico, in particolare in ambito oncologico e nelle terapie avanzate;
- incremento dei volumi trattati rispetto agli anni precedenti.
Il sistema dei tetti di spesa, articolato per componenti e fissato in percentuale sul Fondo Sanitario Nazionale, nasce come strumento di controllo e prevedibilità. Tuttavia, l’accelerazione dell’innovazione farmacologica rende più complessa la coerenza tra programmazione e consuntivo.
La questione non riguarda solo il livello della spesa, ma l’adeguatezza degli strumenti di governo.
Il ruolo della farmacia ospedaliera nel governo della spesa
La componente che evidenzia il maggiore scostamento riguarda l’ambito degli acquisti diretti, dove si concentrano farmaci innovativi e ad alto costo. In questo perimetro la farmacia ospedaliera rappresenta uno snodo essenziale del governo clinico ed economico.
Il farmacista ospedaliero opera lungo l’intera filiera interna: dalla programmazione dei fabbisogni alla gestione delle gare, dal monitoraggio tramite i registri AIFA alla verifica dell’appropriatezza prescrittiva. L’incremento della spesa non può essere letto esclusivamente come variabile finanziaria, ma va inquadrato nella crescente complessità terapeutica e organizzativa che le strutture sanitarie sono chiamate a gestire.
In un contesto di pressione sui tetti, la farmacia ospedaliera è chiamata a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo tecnico, contribuendo a coniugare accesso all’innovazione e sostenibilità.
Il ruolo di AIFA e il confronto istituzionale
Nella propria interlocuzione pubblica, AIFA ha ribadito la funzione di equilibrio tra diritto alla salute e sostenibilità economica, manifestando disponibilità a valutare strumenti di contenimento, inclusi eventuali interventi sui prezzi.
La lettera ministeriale richiama anche il tema del coordinamento con le Regioni, in particolare rispetto ai meccanismi di ripiano. Negli ultimi anni il payback è divenuto un elemento strutturale del sistema, non più episodico. Questo ha generato tensioni applicative e divergenze interpretative tra AIFA e amministrazioni regionali circa modalità e tempi di compensazione degli sforamenti.
Il confronto in corso si concentra su tre snodi principali:
- adeguatezza dell’attuale articolazione dei tetti di spesa;
- efficacia e sostenibilità dei meccanismi di payback;
- criteri di valutazione economica e di Health Technology Assessment nella fase negoziale.
Il punto non è lo scontro tra istituzioni, ma la verifica della tenuta complessiva del modello.
Il nodo strutturale del payback
Il sistema italiano prevede che lo scostamento rispetto ai tetti venga compensato attraverso meccanismi di ripiano che coinvolgono industria e Regioni. Con il consolidarsi degli sforamenti negli ultimi esercizi, il payback ha assunto una dimensione strutturale, con effetti sia finanziari sia amministrativi.
La progressiva frequenza degli scostamenti suggerisce un disallineamento tra dinamica dell’innovazione e rigidità dei meccanismi di programmazione della spesa. Una eventuale revisione dei tetti — già oggetto di discussione in ambito di programmazione economica — comporterebbe inevitabilmente una ridefinizione degli equilibri tra i diversi attori del sistema sanitario.
Implicazioni per il mercato e per la professione
Per il mercato farmaceutico, un contesto di maggiore attenzione alla sostenibilità potrebbe tradursi in:
- revisione dei prezzi negoziati;
- rafforzamento delle politiche di appropriatezza;
- maggiore attenzione a generici e biosimilari;
- interventi sui meccanismi di rimborso.
Poiché lo scostamento riguarda in misura prevalente la spesa per acquisti diretti, l’impatto più immediato si colloca nell’ambito ospedaliero e regionale. Ciò potrebbe tradursi in una crescente pressione su programmazione dei fabbisogni, gestione delle gare, monitoraggio dei registri e verifica dell’appropriatezza, ambiti nei quali la farmacia ospedaliera rappresenta un presidio tecnico centrale.
Per le farmacie territoriali, l’impatto diretto appare meno immediato rispetto alla componente ospedaliera. Tuttavia, eventuali ridefinizioni dei margini SSN o interventi retroattivi sui rimborsi potrebbero incidere sugli equilibri economici, in particolare nelle aree a minore densità.
Parallelamente, una crescente attenzione alla sostenibilità potrebbe rafforzare il ruolo della farmacia nella promozione dell’aderenza terapeutica e dell’appropriatezza prescrittiva, elementi sempre più centrali nel governo della spesa.
Una riflessione sul modello
Lo scostamento registrato rappresenta un segnale di tensione del sistema attuale. Il confronto tra Ministero e AIFA si inserisce in una riflessione più ampia sull’adeguatezza degli strumenti programmatori rispetto a un ciclo di innovazione farmacologica sempre più rapido e ad alto valore clinico.
Per il sistema farmacia, osservare con attenzione questi passaggi non è esercizio teorico. La sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale condiziona direttamente modalità di accesso alle terapie, modelli distributivi e organizzazione professionale.
Il tema, dunque, non è contingente. È strutturale.

