Non è più fantascienza: l’intelligenza artificiale è entrata ufficialmente nella strategia regolatoria italiana. L’Aifa ha reso pubblico a marzo il dossier “Intelligenza Artificiale e salute. Come l’IA sta rivoluzionando la ricerca farmaceutica, la medicina di precisione e il futuro della salute globale“.
Il Presidente Robert Nisticò non usa giri di parole: «L’intelligenza artificiale non è una moda passeggera, ma una leva strategica per l’evoluzione della medicina moderna. I suoi benefici sono già visibili in termini di rapidità, personalizzazione e riduzione dei costi. La sfida è governarla con regole chiare, trasparenza e responsabilità condivisa».
Mercato boom e primi farmaci “Made in IA”
Il dossier certifica numeri impressionanti: il mercato globale dell’IA farmaceutica crescerà con un CAGR del 40-43% fino al 2030. Già oggi il 62% delle aziende integra l’IA in R&D, con un balzo atteso del 45% nei prossimi cinque anni.
Piattaforme come Atomwise, Exscientia, Recursion e Insilico Medicine hanno portato in clinica molecole progettate interamente in silico.
Tra gli esempi più avanzati:
- Rentosertib (Insilico Medicine) per la fibrosi polmonare idiopatica, già in Fase IIa con miglioramento significativo della funzione polmonare;
- REC-994 (Recursion/Exscientia) per malformazione cavernosa cerebrale, con Fase II completata positivamente;
- DSP-1181 (Exscientia) per il disturbo ossessivo-compulsivo, primo candidato IA entrato in Fase I nel 2020.
Nessuno di questi farmaci è stato ancora approvato, ma il segnale è chiaro: i tempi di scoperta si stanno accorciando drasticamente.
Trial clinici: dal collo di bottiglia all’accelerazione
Il reclutamento è il tallone d’Achille di ogni studio. Ora strumenti come TrialGPT – basati su Large Language Models – analizzano milioni di cartelle cliniche in pochi minuti, identificano pazienti idonei e ottimizzano criteri di inclusione. Nascono i “virtual clinical trials” e i gemelli digitali: test in silico che riducono animali e umani nelle fasi preliminari.
Per il farmacista significa un ruolo nuovo e centrale: gestire dati real-world, supportare la farmacovigilanza predittiva e segnalare pazienti eleggibili a protocolli innovativi.
Medicina di precisione e prescrittomica: il farmacista copilota
L’IA integra dati genetici, clinici e ambientali superando l’approccio “taglia unica”. Riduce errori e tossicità, ottimizza risorse. È il terreno perfetto per la prescrittomica, il nuovo concetto introdotto dal Position Paper Aifa di febbraio 2026. Come abbiamo raccontato qui “Ruolo del farmacista nella prescrittomica Aifa“, il farmacista, con la sua conoscenza profonda della politerapia e delle interazioni, diventa figura chiave nell’interpretazione di questi dati e nella governance della terapia personalizzata.
Lo stesso vale per l’HTA: Aifa sta già utilizzando strumenti predittivi per accelerare la valutazione dei benefici clinici e dell’impatto economico delle nuove terapie, in perfetta sintonia con il percorso di digitalizzazione che abbiamo seguito anche nei nostri approfondimenti sulle terapie avanzate (HTA e terapie avanzate: nuove implicazioni).
IA al banco: pazienti “aumentati” e responsabilità professionale
I pazienti entrano in farmacia già con risposte generate da chatbot. Come abbiamo visto nell’articolo AI al banco, come cambia il ruolo del farmacista, tocca al professionista validare, contestualizzare e integrare quelle informazioni senza abdicare al proprio giudizio.
Il dossier AIFA è netto: l’IA non sostituisce il farmacista né il medico. Libera tempo per la relazione di cura, riduce sprechi e aumenta la precisione. In un’epoca di cronicità e pressione sui bilanci, diventa leva per sostenibilità.
Le sfide restano: trasparenza, etica e formazione
Opacità algoritmica (“black box”), privacy dei dati, responsabilità condivisa: il documento non nasconde i rischi. Servono algoritmi spiegabili, infrastrutture sicure e formazione trasversale. AIFA, in linea con EMA e FDA, si candida a garante del processo.
Il futuro è già qui
«Rendere possibile ciò che fino a pochi anni fa sembrava utopia: il farmaco giusto, per la persona giusta, al momento giusto. E farlo in modo accessibile, sostenibile e sicuro per tutti», conclude Nisticò.
Per il farmacista italiano è un’evoluzione inevitabile: da dispensatore a consulente data-driven, da custode della sicurezza a protagonista dell’ecosistema digitale della salute.

