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La farmacia come hub di prevenzione

La ricerca Jakala per Unifarco mostra una farmacia sempre più percepita come hub di prevenzione. Screening, servizi clinici e qualità del consiglio guidano la scelta dei clienti e rafforzano il ruolo del farmacista di comunità.

La farmacia italiana sta cambiando pelle. Non più solo punto di dispensazione del farmaco, ma presidio sanitario di prossimità, luogo di consulenza qualificata e, sempre più spesso, spazio di prevenzione attiva. A confermarlo è una recente ricerca commissionata da Unifarco a Jakala, che fotografa con chiarezza aspettative dei cittadini e percezione dei farmacisti rispetto al ruolo attuale e futuro della farmacia.

Clienti soddisfatti e fedeli: il valore della consulenza

Il dato che colpisce immediatamente è il Net Promoter Score pari a 74 per le Farmacie Specializzate: un valore molto elevato, che segnala non solo soddisfazione, ma vera e propria fidelizzazione. A questo si aggiunge una valutazione media di 9,2 su 10, indice di un’esperienza percepita come affidabile e di qualità.

Ma quali sono i fattori che guidano davvero la scelta della farmacia? La ricerca mette in evidenza una convergenza significativa: comodità, ampiezza dell’assortimento, disponibilità dei prodotti e qualità del consiglio professionale restano i principali driver di valore. In altre parole, il farmacista continua a essere centrale, non sostituibile né dal digitale né dalla sola leva prezzo.

Screening e servizi clinici: la domanda è già matura

Il dato forse più strategico per il farmacista riguarda però i servizi. Il 50% dei consumatori indica screening e diagnostica rapida come servizi più apprezzati o desiderati. Seguono: servizi infermieristici (33%); consulenze dermocosmetiche (29%); consulenze nutrizionali (27%); telemedicina (24%)

Questi numeri raccontano una realtà chiara: la domanda di sanità di prossimità esiste già. Non è un’ipotesi futura né una forzatura normativa. Il cittadino riconosce alla farmacia un ruolo sanitario, purché l’offerta sia strutturata, affidabile e coerente con le competenze professionali.

Rete, specializzazione e giornate di prevenzione

La ricerca evidenzia come le Farmacie Specializzate riescano a rispondere a questi bisogni grazie a un’offerta articolata: analisi della pelle, valutazione della composizione corporea, test genetici e giornate dedicate alla prevenzione. Non iniziative estemporanee, ma percorsi organizzati, capaci di rafforzare il rapporto fiduciario con il paziente-cliente.

In questo contesto, anche strumenti apparentemente “commerciali” come la tessera fedeltà assumono un valore strategico: non solo leva promozionale, ma asset di intelligence, utile per comprendere i bisogni, personalizzare le proposte e migliorare la continuità di relazione.

Comunicazione: meno app, più canali diretti

Un altro dato interessante riguarda la comunicazione. I clienti preferiscono nettamente email (66%) e WhatsApp (47%), mentre solo il 10% utilizza l’app della farmacia. Un segnale chiaro: prima di investire in nuovi strumenti tecnologici, è fondamentale presidiare bene quelli già familiari e realmente utilizzati.

Per il farmacista questo significa comunicare meno, ma meglio: messaggi chiari, utili, legati a servizi concreti e a momenti di prevenzione riconoscibili.

Formula magistrale e identità professionale

Dal lato dei farmacisti emerge un altro elemento chiave: il 60% considera la formulazione magistrale proprietaria “molto utile” per qualificare il consiglio e differenziare la farmacia. Non solo prodotto, quindi, ma estensione della competenza professionale, capace di rafforzare l’identità della farmacia rispetto ai competitor generalisti.

Una direzione chiara

Come sottolinea Luigi Corvi, Presidente di Unifarco e Amministratore di Farmacie Specializzate, la ricerca conferma che la farmacia è un presidio sempre più centrale per la sanità territoriale e che la qualità del consiglio resta il vero elemento distintivo.

Per il farmacista di comunità il messaggio è netto: il futuro non è fatto di rinunce, ma di scelte strategiche. Investire su servizi coerenti, competenze riconoscibili e comunicazione efficace non è più un’opzione, ma una risposta concreta a una domanda che i cittadini hanno già espresso.

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