Tra fine dicembre 2025 e metà gennaio 2026 l’Europa ha registrato 60 nuovi focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) in 13 Stati membri. Nello stesso periodo, nei Paesi Bassi è stata documentata per la prima volta in Europa la presenza di anticorpi anti-H5N1 in una mucca da latte, evento che conferma la capacità del virus di circolare tra specie diverse.
Non siamo di fronte a un’emergenza pandemica, ma a uno scenario in evoluzione che chiama in causa direttamente il modello One Health e la preparedness dei sistemi sanitari. In questo contesto, anche il farmacista è coinvolto: come presidio territoriale, come punto informativo qualificato, come anello di connessione tra cittadino e sanità pubblica.
Un quadro epidemiologico aggiornato
Secondo le notifiche alla Commissione europea, tra il 23 dicembre 2025 e metà gennaio 2026 sono stati segnalati 60 nuovi focolai di HPAI in allevamenti di pollame o volatili in cattività in Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Svezia.
Tutti gli Stati membri coinvolti hanno applicato le misure previste dal Regolamento (UE) 2020/687:
- abbattimento sanitario;
- zone di protezione e sorveglianza;
- restrizioni alla movimentazione di animali e prodotti.
L’Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ribadisce che:
- non sono stati confermati casi umani di H5N1 nell’UE/SEE;
- il rischio per la popolazione generale è basso;
- per i soggetti professionalmente esposti il rischio è da basso a moderato.
In Italia, tra ottobre 2025 e gennaio 2026, sono stati confermati 48 focolai, concentrati soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, con proroga delle misure straordinarie fino al 31 gennaio 2026.
Il caso olandese: perché è rilevante anche senza virus attivo
Nel gennaio 2026 le autorità olandesi hanno segnalato la presenza di anticorpi anti-H5N1 in una mucca da latte, rilevati nel contesto di un’indagine epidemiologica avviata dopo la positività di un gatto nello stesso allevamento.
I test sul latte e sui campioni ambientali sono risultati negativi per virus attivo, ma la sieropositività indica una precedente esposizione al virus.
È la prima evidenza documentata di questo tipo in Europa nei bovini da latte.
Il dato è importante non perché indichi un rischio immediato per il consumatore, ma perché:
- conferma la possibilità di infezioni bovine paucisintomatiche;
- rafforza il paradigma One Health;
- rende evidente la necessità di sorveglianza integrata tra sanità animale e umana.
One Health: un concetto che diventa operativo
L’influenza aviaria H5N1 è oggi uno dei principali esempi di patogeno “trans-specie”.
Per questo Organizzazione Mondiale della Sanità, FAO e WOAH insistono su un approccio One Health che integri:
- sorveglianza veterinaria;
- sanità pubblica;
- medicina territoriale;
- comunicazione del rischio.
Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, «l’aviaria non è più solo aviaria: è un virus che ha già dimostrato di sapersi adattare a molte specie. Serve prepararsi prima, con test, vaccini e farmaci, senza aspettare l’emergenza».
Preparazione europea: vaccini, sorveglianza, piani nazionali
Sul fronte della preparedness, l’Unione europea dispone già di:
- vaccini pre-pandemici e pandemici contro H5;
- meccanismi di acquisto congiunto;
- piani di emergenza aggiornabili rapidamente.
L’Italia ha approvato un piano nazionale di vaccinazione preventiva per il 2026, con priorità alle aree a più alta densità avicola.
L’Agenzia Europea per i Medicinali sottolinea che l’Europa ha oggi strumenti regolatori e produttivi più solidi rispetto al passato, anche alla luce delle esperienze maturate durante la pandemia da COVID-19.
Il ruolo del farmacista in questo scenario
Per il farmacista, l’influenza aviaria non è un tema remoto o esclusivamente veterinario. Le implicazioni pratiche riguardano almeno quattro ambiti:
Informazione e counselling
Spiegare al cittadino che:
- non esiste al momento un rischio alimentare;
- non vi è trasmissione uomo-uomo in Europa;
- la sorveglianza è attiva e coordinata.
Intercettazione delle richieste improprie
Sintomi simil-influenzali, timori legati a notizie frammentarie, richieste di farmaci non indicati: il farmacista è spesso il primo interlocutore.
Prevenzione e comportamenti corretti
Igiene, gestione del contatto con animali, attenzione ai contesti professionali a rischio.
Integrazione nel sistema di sanità pubblica
Il farmacista come nodo informativo tra cittadino, medico di medicina generale e servizi territoriali.
Prepararsi non è allarmismo
L’influenza aviaria non è una pandemia in atto, ma rappresenta uno dei principali banchi di prova per la capacità dei sistemi sanitari di anticipare i rischi.
In questo scenario, la preparedness non è una parola astratta: è competenza, aggiornamento e capacità di comunicare correttamente l’incertezza.
Ed è proprio qui che il farmacista continua a svolgere un ruolo essenziale di sanità pubblica.

