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Povertà sanitaria in Italia

In Italia più di 500.000 persone non riescono ad accedere a farmaci e cure essenziali per motivi economici. La povertà sanitaria non è un’emergenza occasionale, ma una condizione diffusa che emerge spesso in farmacia. Le Giornate di Raccolta del Farmaco rappresentano una risposta concreta e mettono in luce il ruolo professionale e sociale del farmacista.

In Italia la povertà sanitaria non è un fenomeno marginale né episodico. È una condizione strutturale che coinvolge centinaia di migliaia di persone e che mette in discussione, nei fatti, l’universalità dell’accesso alle cure. Secondo i dati dell’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico, nel 2025 oltre mezzo milione di persone non è stato in grado di procurarsi farmaci o cure necessarie senza ricorrere all’aiuto di enti assistenziali.

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Come ha sottolineato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico ETS, presentando il 12° Rapporto Donare per curare:

I dati sulla povertà sanitaria ci restituiscono un quadro preoccupante per migliaia di famiglie. Banco Farmaceutico aiuta a curarsi chi non può permetterselo, praticando la gratuità grazie al sostegno di volontari, farmacisti, aziende e cittadini. Ma una cura autentica non può limitarsi alla risposta immediata al bisogno: deve comprenderlo in profondità, perché solo una conoscenza approfondita può generare risposte davvero efficaci.

La povertà sanitaria riguarda soprattutto l’impossibilità di sostenere spese che restano a carico del cittadino: farmaci da banco, terapie non rimborsate, dispositivi medici, visite specialistiche. Un’area grigia del sistema sanitario che colpisce in modo particolare le fasce più fragili della popolazione e che spesso emerge proprio nel primo punto di contatto con il sistema: la farmacia.


Povertà sanitaria in Italia — i numeri chiave

  • 501.922 persone in Italia in condizione di povertà sanitaria nel 2025
    (circa 8,5 persone ogni 1.000 residenti)+8,4% rispetto all’anno precedente
  • 29% degli assistiti sono minori
  • Le principali difficoltà riguardano l’acquisto di farmaci essenziali non rimborsati
  • Una quota rilevante di cittadini ha rinunciato a cure o prestazioni sanitarie per motivi economici o organizzativi

Fonti: Osservatorio sulla Povertà Sanitaria – Banco Farmaceutico; ISTAT


Le Giornate di Raccolta del Farmaco

In questo contesto si inserisce la XXVI edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco (GRF), in programma dal 10 al 16 febbraio 2026. In Lombardia saranno coinvolte 1.383 farmacie, che raccoglieranno medicinali da banco destinati a 464 enti assistenziali, a supporto di oltre 129.000 persone in difficoltà.

Il meccanismo è semplice, ma altamente strutturato: ogni farmacia è abbinata a un ente del territorio e i farmacisti, insieme ai volontari, orientano i cittadini nella scelta dei medicinali più utili in base ai fabbisogni reali. Antipiretici, antidolorifici, antistaminici, disinfettanti, farmaci pediatrici sono tra i prodotti più richiesti.

Le Giornate di Raccolta del Farmaco non sono soltanto un’iniziativa solidale, ma un dispositivo di sanità di prossimità, che intercetta bisogni reali e immediati.

Come ha dichiarato ancora Sergio Daniotti in occasione del lancio delle GRF:

Le Giornate di Raccolta del Farmaco sono un gesto semplice, ma essenziale per rispondere a un bisogno concreto. In un momento in cui la condizione economica di molte famiglie è sempre più fragile, emerge con forza il bisogno di segni di speranza.

Le GRF si svolgono in tutta Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio di AIFA e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia – Industrie Farmaci Accessibili. Intesa Sanpaolo è partner istituzionale dell’iniziativa, che è realizzata inoltre grazie al  contributo incondizionato di DOC Pharma, EG STADA Group e DHL Supply Chain Italia e al sostegno di IBSA Italy, Piam Farmaceutici, Zentiva Italia e Krka Farmaceutici.

Il ruolo del farmacista di fronte alla povertà sanitaria

La povertà sanitaria interroga il ruolo del farmacista ben oltre la dispensazione. Chi lavora in farmacia intercetta quotidianamente fragilità, rinunce, difficoltà di aderenza terapeutica. In questo senso, iniziative come le GRF rendono evidente una dimensione già presente nella pratica quotidiana: la farmacia come presidio sanitario e sociale, capace di connettere competenza professionale, territorio e bisogni emergenti.

Non si tratta di supplire al sistema, ma di rafforzarne la tenuta, riducendo il rischio che la mancanza di cure oggi si trasformi in costi clinici e sociali maggiori domani. In un sistema sanitario universalistico, la povertà sanitaria resta una contraddizione aperta. La farmacia, per vocazione e prossimità, è uno dei luoghi in cui questa contraddizione può essere riconosciuta e, almeno in parte, affrontata.

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